adriano design è il nome con il quale Davide e Gabriele Adriano, due fratelli italiani, piemontesi di nascita e architetti di formazione, firmano i loro progetti di industrial e product design.
Davide è nato a Cuneo nel 1968, si è laureato in Architettura al Politecnico di Torino, dove insegna Disegno Industriale.
Gabriele è nato a Torino nel 1971, si è laureato in Architettura e poi ha conseguito un Master in Ergonomia presso il Politecnico di Torino, dove insegna Disegno Industriale.
I loro progetti di design e le loro architetture hanno ricevuto premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali, segnalazioni e pubblicazioni. Attivi nel mondo del design e dell’innovazione sono entrambi membri dell’Osservatorio Territoriale ADI delegazione Occidentale.
Tra i loro riconoscimenti più importanti ci sono quelli dell’International Design Competition di Osaka 1995, il 9th KOIZUMI di Tokyo 1996, la selezione per l’ADI Design Index 2004 e 2006, selezione I.D.
53RD ANNUAL DESIGN REVIEW 2007, Segnalazione XXI Compasso d’Oro ADI, il Good Design Award 2009 nonché i numerosi riconoscimenti italiani del Premio Young & Design.
adriano design è invitato ad esporre presso saloni nazionali ed internazionali come il Salone del Mobile di Milano, Macef Milano, Seoul Consumer Goods Fair Korea, Tendence Ambiente Lifestyle - Tokyo, Ambiente Francoforte, Sigep Rimini, Maison&Objet Parigi, 100%Design Londra, e sviluppa, dal 1999, ricerche e prodotti per aziende nazionali e internazionali come Scavolini, Centro Ricerche FIAT, Carpigiani, Foppapedretti, Ritmonio, Tonelli, Meritalia, Macaedis (Spagna), Colomer (Spagna), CMA, Industrie IFI, Melitta (Germania), Cafina (Svizzera), Merlo, Carrara&Matta, Bemis (USA), Ferrero Kinder Sorpresa, Ogtm, Nobili Rubinetterie, Componenti (Brasile), Bertolini (Brasile), Riva (Brasile).
Guest Professor di numerose università e scuole di design nazionali e internazionali dei loro progetti dicono … disegnare tutto e accettare sempre la sfida che ogni cosa può essere progettata in maniera diversa e migliore…violare gli schemi, rimischiare le carte, inventare nuovi giochi e nuove regole affinché tutto ciò che disegniamo sia unico, inconfondibile e più funzionale dell’esistente.
|
 |