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Cristiano Toraldo di Francia

nasce a Firenze nel 1941. Dopo aver frequentato il Liceo Classico si iscrive all’Università dove si laurea in Architettura.
Superstudio e la ricerca sulla disciplina architettonica
Nel Dicembre del 1966 fonda il Superstudio insieme al collega Adolfo Natalini e partecipa alla prima mostra della Superarchitettura, che viene pubblicata da Domus e Architectural Design e che è stata replicata nell’aprile 2007 a Milano presso la galleria Carla Sozzoni.
Il suo lavoro di ricerca e rifondazione del linguaggio dell’architettura è stato documentato da numerose pubblicazioni internazionali ed è stato presentato nei maggiori Musei e Mostre di arte: dalla Triennale di Milano (1973) alla Biennale di Venezia (1978-1996 ), dal Museum of Modern Art (1972-2002 ) al Metropolitan Museum di New York (1976). I disegni e i progetti di

toraldo

architettura, insieme agli oggetti di design, fanno parte di numerose collezioni permanenti pubbliche e private.
Nel 1969 vince il Premio Trigon che viene assegnato a Graz e successivamente è occasione di una mostra alla Galerie Nacht St. Stephan.
Nel 1972 Superstudio è invitato alla Mostra “Italy: the new domestic landscape” al MOMA di New York, dove presenta all’interno del proprio “environment” il cortometraggio “Supersuperficie”.
Dal 1973 al 1975 una mostra dal titolo “Mindscapes” dedicata a Ettore Sottsass e a Superstudio viene presentata negli Stati Uniti presso il Walker Art Center di Minneapolis e poi al Contemporary Art Center di Cincinnati, all’Everson museum of Arts di Syracuse, al Johnson Museum di Ithaca, all’Art Museum of South Texas di Corpus Christi, al Fort Worth Art Center, al Long Beach Art Museum a Los Angeles, al Joslyn Art Museum di Omaha.
Nel 1982 la città di Firenze gli dedica una mostra antologica presso la galleria dell’Accademia e nell’occasione esce per le edizioni Electa un libro a cura di Gianni Pettena dal titolo “Superstudio 1966-1982”.
Contemporaneamente esce a Tokyo per le edizioni Moryama il libro a cura di Cristiano Toraldo di Francia dal titolo “Superstudio and Radicals”.
Nel 2000 il Centre Pompidou ha acquisito al suo archivio una consistente parte dei progetti e dei fotomontaggi. Nella nuova sistemazione del Centre a Parigi nel 2001 sono state aperte due sale con i materiali del Superstudio, nella collezione permanente di arte moderna e contemporanea.
Il 12 marzo 2003 si è inaugurata a Londra al Design Museum una mostra sul lavoro teorico del Superstudio dal titolo “A world without objects”.
La mostra si è poi spostata a New York sdoppiandosi in due Gallerie: Pratt Art Gallery e Storefront. Successivamente la mostra è stata vista a Los Angeles e poi in Olanda al De Vleeshal Zeeuws Museum, mentre la prossima tappa sarà Atene nel 2008.
Nell’occasione l’editrice Skira ha pubblicato un volume dal titolo “Superstudio, a world without objects” a cura di Bill Manking e Peter Lang.
Dal Gennaio 2000 ha trasferito l’Archivio immagini fotografiche del “Superstudio” a Filottrano in Via F.lli Rosselli n°12.
Il lavoro professionale
Nel 1980 sciolto il Superstudio, prosegue il lavoro professionale in proprio con sede a Firenze insieme all’Arch. Andrea Noferi prima e poi dal 1994 nelle Marche a Filottrano (a seguito della fondazione della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino nella sede di Ascoli Piceno), dove è associato con l’Architetto Lorena Luccioni, che diventa sua moglie nel 1999.
Toraldo di Francia si è sempre occupato di diversi settori della progettazione, dal disegno industriale all’architettura.
Ha disegnato tra gli altri per Anonima Castelli, Zanotta, Poltronova, Flos, Calzolari, Giovannetti, Breda, Palagio, Pica.
Per l’industria possiamo citare la serie di tavoli “Quaderna” per Zanotta , il Sistema Parete Integrato per Anonima Castelli, la carrozzeria e gli interni per il treno “Circumvesuviana” per Breda Ferroviaria, poi le sedute componibili “Franny” per Fasem, le sedute “Circo” per Calzolari, la parete ventilata in cotto “Terra” per Il Palagio, le ceramiche per Dolfi, gli argenti per Pampaloni, il sistema di allestimenti per farmacie per Ataena.
Ha ideato allestimenti di interni e spazi espositivi tra cui la Mostra “I Maestri della Carrozzeria Italiana” al Centre Pompidou a Parigi nel 2000.
Ha progettato uffici e interni commerciali per importanti aziende italiane, tra le quali citiamo Anonima Castelli, Enrico Coveri, Gherardini e per istituti di credito come la Banca Toscana, l’Istituto bancario Sanpaolo di Torino e altri fino alla recente Sede della Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino.
Del 1998 è il progetto del Piano Regolatore della città di Tropea.
Ha progettato opere pubbliche per i comuni di Roma, Firenze, Ancona, Pesaro, Macerata, Prato, Livorno, Sesto Fiorentino, Sancasciano, Chiusi, Montepulciano, Chianciano, Filottrano.
Per il settore dei trasporti pubblici urbani ha progettato il sistema di pensiline di attesa per gli autobus Ataf della città di Firenze e le fermate per la nuova tramvia.
Per le FS ha realizzato la Stazione ferroviaria Statuto a Firenze e la sistemazione della stazione di Rignano con la relativa Piazza del Comune. Ha inoltre progettato la Stazione di Peretola per la nuova linea veloce Firenze-Pisa, ed il sistema di fermate non presidiate lungo la stessa linea.
Per il Comune di Prato e le FS ha progettato il Centro di interscambio “ Il Serraglio” dotato di parcheggio interrato per 700 autovetture, stazione dei pullman, servizi, uffici, ristoranti, oltre a strutture per l’Università.
Per la città di Macerata ha progettato la nuova Stazione delle autocorriere e l’annesso complesso per residenze, commercio e uffici di Piazza Pizzarello.
Per RFI ha progettato la nuova sistemazione della Stazione ferroviaria di Ancona centrale, del Piazzale Rosselli e del nuovo edificio multifunzionale davanti alla nuova Stazione delle autocorriere.
Partecipa a concorsi di progettazione nazionali e internazionali.
L’ attività didattica
Nel 1974 è invitato dalle facoltà di Architettura di Australia a prendere parte al Congresso nazionale itinerante degli studenti, nel corso del quale tiene conferenze in numerose città.
Dal 1974 insegna e tiene conferenze in varie Università in Europa, Giappone e Stati Uniti (Paris La Villette, Architectural Association, Nihon University, Berlage Institut, Rietveld Akademie, Cornell University, Syracuse University, Rhode Island School of Design, Kent State University, San Luis Obispo Polytechnic, Pomona Polytechnic, California State University).
Nel 1992 è stato invitato a prendere parte alla fondazione della prima Facoltà di Architettura delle Marche per l’Università di Camerino, nella sede di Ascoli Piceno, per la quale è attualmente Professore associato di Progettazione Architettonica.
Dal 2005 gli viene affidato anche il Corso di Progettazione del Paesaggio per il primo anno della Laurea Magistrale.
Ha pubblicato numerosi testi di Architettura e dirige la collana “Segni e Disegni” per l’Editrice Alinea.
Dal 2003 organizza un workshop internazionale presso la Facoltà di Architettura di Ascoli dal titolo COAST2COAST (da Costa a Costa) che riunisce 70 studenti e numerosi studiosi provenienti da varie Università straniere intorno ai temi dell’urbanizzazione costiera, con particolare riferimento al tema della “Città Adriatica”.
Nel 2006 è invitato dalla Nihon University a Tokyo per ricevere un riconoscimento alla carriera culturale e dà l’avvio ad un tour di conferenze che iniziando da Tokyo lo portano a Londra presso la Architectural Association, e a Parigi presso il Centre Pompidou a seguito della sua partecipazione alla mostra “Les Mouvement des l’images”.
Nell’ aprile 2007 ha organizzato per la Provincia di Ascoli Piceno e l’Università di Camerino il Convegno internazionale dal titolo “ La città postindustriale: nuovi destini per le aree dimesse” presso la Cartiera Papale di Ascoli Piceno.
Questo convegno è stato l’avvio di una ricerca affidata ad una equipe di cui fa parte Toraldo di Francia, finanziata dal Ministero per l’Istruzione per la redazione di una agenda di indirizzi per l’operatore pubblico, sul tema della qualità della riconversione dei siti industriali dismessi e sul recupero delle aree degradate nella regione Marche.

Nel 2006 con lo scopo di far conoscere le iniziative di studio e progettazione della Facoltà di Architettura per la Valle Esina, organizza a Jesi con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura un convegno e una mostra che si sdoppia, da una parte nella prestigiosa sede della Pinacoteca di Palazzo Pianetti con il titolo “Dal Lotto al Mare”, dall’altra nella Salara del Palazzo della Signoria, dal titolo “Aesiscapes”, dove 9 tesi raccontano dell’impegno dell’Università alla progettazione di sistemi di qualità per l’urbanizzazione della Valle Esina.
Il fenomeno della conurbazione della “Città Adriatica”, che raccoglie in sé le problematiche relative al nuovo rapporto tra città e campagna, tra natura e artificio, tra infrastrutture e ambiente naturale, è stato raccolto nel volume “X-scapes”, pubblicato dalle Edizioni Alinea nel Dicembre 2005, che indica una serie di temi del nuovo atteggiamento verso il paesaggio e rappresenta attualmente il campo di interesse e ricerca di Toraldo di Francia.

“Parlare di paesaggio oggi vuole dire riconoscere come oramai l'intera superficie della Terra direttamente o indirettamente sia il risultato di trasformazioni umane, compresi quel deserto o quelle distese di ghiaccio delle calotte polari, che fino a qualche tempo fa ritenevamo pura natura incontaminata, ultima frontiera indenne dall'antropizzazione generalizzata del pianeta.
Lo scioglimento accelerato dei ghiacciai e l'incipiente desertificazione di molte aree del globo dovute all'effetto serra sono in effetti altrettanti progetti scellerati di produzione di paesaggio a scala planetaria.
Possiamo allora provare a leggere queste trasformazioni operate dall'uomo sulla superficie del pianeta riassumendole secondo alcune tipologie, (urbano, disegnato, lavorato, costiero, naturale) ben coscienti della genericità di tali distinzioni, e della relativa dipendenza dalla variabile tempo (storico e meteorologico), che hanno reso tale superficie un complesso e dinamico palinsesto.

Quando la prima navicella spaziale si staccò dalla terra portando il capitano Gagarin in orbita ad una altezza mai raggiunta prima da essere umano, divenne improvvisamente chiaro come quel suolo che era stato considerato fino ad allora vassoio neutrale su cui poggiare le architetture altro non era in realtà che la superficie irregolare di una sfera celeste, piccola navicella spaziale, a sua volta, se confrontata con gli altri corpi immensamente più grandi persi nello spazio siderale.
Possiamo quindi oramai ritenere superata la definizione di Le Corbusier secondo cui l'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi assemblati nella luce, cui fa da sfondo il paesaggio naturale (figura/sfondo), per considerare invece un nuovo rapporto tra questa come tra altre dialettiche opposizioni: architettura/suolo, naturale/artificiale, città/campagna, centro/periferia, architettura/contesto.

All'Alles ist architectur di Hans Hollein, potremo oggi sostituire Alles ist Landshaft, indicando con questa definizione una nuova alleanza, ma anche una nuova visione per la quale architettura e paesaggio senza essere più categorie distinte, si integrano, si contaminano, si ibridano proponendo nuovi paradigmi che di fatto hanno prodotto una liquefazione della stereometria dell'oggetto, che viene percepito attraverso una visione blurring, come disciolto nella nebbia di un panorama lontano o vibrante come un insieme di alghe mosse dall'acqua del mare (Ito 1999).
Questa nuova alleanza pone in discussione la sequenza tettonica di edificio come successione di piani per introdurre un nuovo concetto di continuità tra suolo e piani orizzontali e verticali, mettendo in crisi il concetto di facciata, attraverso una condizione di obliquità che si risolve in un continuum spaziale, dissolvendo così i limiti del progetto e ancora una volta eliminando la distinzione netta tra interno e esterno.”

 


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